Europa sì, Europa no - Austerità o Crescita - Giornata dell’economia a Berlino: il Consiglio economico della CDU punta sull’Europa e sulla digitalizzazione

Angela Merkel - Foto: Emilio Esbardo

di Emilio Esbardo

Il 3 luglio 2014 a Berlino, presso il rinomato Hotel InterContinental, si è tenuto l’evento annuale “Giornata dell’Economia” (“Wirtschaftstag”), organizzata dall’Associazione “Consiglio economico della CDU” (Wirtschaftsrat der CDU e.V.). L’associazione con circa 11.000 membri, nata per sostenere gli interessi dell’economia imprenditoriale del partito della CDU, è stata fondata nel 1963.

Alla Giornata dell’Economia 2014, dove erano presenti 2.700 partecipanti, Angela Merkel ha presentato il suo programma “Agenda per la Germania e per l’Europa”. Accanto alla Cancelliera, sedeva Enda Kenny il capo del governo della Repubblica d’Irlanda (il nome tecnico del capo del governo in Irlanda è Taoiseach).


Se dal lato della politica interna Angela Merkel è stata duramente attaccata dall’Associazione a causa delle riforme adottate in collaborazione con l’SPD, dall’altro lato è stata elogiata e verrà fortemente appoggiata per la sua politica europea e per il consolidamento fiscale di Wolfgang Schäuble.

Il capo del governo della Repubblica d'Irlanda Enda Kenny - Foto: Emilio Esbardo

A influenzare la Cancelliera è stato soprattutto il pensiero di Adam Smith, nato il 5 giugno 1723 a Kirkcaldy e morto il 17 luglio 1790 a Edimburgo. Smith è considerato il precursore del liberismo economico, una dottrina che promuove il libero commercio di merci senza dazi doganali e frontiere. La teoria sull’utilità del compimento degli scambi internazionali e della globalizzazione economica, ossia l’unione economica tra differenti nazioni, verrà poi elaborata e terminata da David Ricardo (nato a Londra il 19 aprile 1772 e morto a Gatcombe Park, l’11 settembre 1823).

Per Adam Smith il risparmio, l’austerità creano le basi per la ricrescita economica. Solo dopo aver creato delle riserve economiche, ci si può permettere d’investire. Devono essere però i privati ad occuparsi del superamento del crollo dell’economia. Il compito dello Stato è soprattutto quello di riuscire a mantenere basse le tasse in modo che le imprese private siano incentivate a investire.

I capi di Stato del sud Europa, François Hollande, Matteo Renzi, Mariano Rajoy, ed anche il vice Cancelliere tedesco Sigmar Gabriel (del partito di sinistra SPD – al Governo in Germania vi è attualmente la grande coalizione CDU/CSU – SPD), sono invece grandissimi estimatori di John Maynard Keynes, ideatore della macroeconomia. Keynes (nato a Cambridge il 5 giugno 1883 e morto a Firle, 21 aprile 1946) era convinto che bisogna risparmiare solo durante i periodi di boom economici per poter poi investire poi durante i periodi di crisi.

Martin Winterkorn, Presidente del Gruppo Volkswagen - Foto: Emilio Esbardo

Appelli di una politica che continui sulla linea dell’austerità per il rilancio dell’economia sono stati lanciati durante tutta la “Giornata dell’economia”.

Attraverso il social network twitter, i rappresentanti del Consiglio economico della CDU, hanno evidenziato le frasi dei maggiori protagonisti dell’evento, che più rappresentano le loro convinzioni. Ad esempio:

- Wolfgang Schäuble (Ministro delle Finanze tedesco): “Abbiamo imboccato il cammino giusto, ma non possiamo allentare i nostri sforzi”.

- Jens Weidmann (Presidente della Deutsche Bundesbank): “È fondamentale che l’unione monetaria rimanga un’unione di stabilità”.

- Angela Merkel: “Niente altri debiti e nessun aumento delle tasse”

- Jens Weidmann (Presidente della Deutsche Bundesbank): “Il miracolo tedesco non è stato un miracolo, bensì il frutto di sagge decisioni politiche”.

Kurt J. Lauk, presidente del Consiglio economico della CDU - Foto: Emilio Esbardo

Enda Kenny, sembra di aver condotto l’Irlanda fuori dalla crisi attraverso la politica d’austerità, ha rimarcato: “Nessun politico può essere felice con 25 milioni di disoccupati e senza speranze in Europa (…) La gente aspetta che l’Unione Europea agisca. Abbiamo bisogno di prendere decisioni più ambiziose e più difficili”.

Europa sì e con fortissima convinzione: oltre alla politica di austerità è questo l’altro grande messaggio del Consiglio economico della CDU, che vede la Germania al timone del continente europeo. Ecco come si sono espressi nella loro homepage

Le sfide per la Germania sono di enormi dimensioni: Come riusciamo a rimanere il Paese industriale numero uno in Europa e a coinvolgere come motore di crescita gli altri amici? Come riusciamo a tenere il passo con gli USA nel settore del futuro di Internet e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione? / Die Herausforderungen für Deutschland sind riesig groß: Wie bleiben wir Europas Industrieland Nummer Eins und ziehen als Wachstumslokomotive die anderen Freunde mit? Wie schaffen wir den Anschluss an die USA in der Zukunftsbranche Internet und IT?

Se la CDU e la Germania non vogliono che il progetto europeo fallisca, debbono, però, correggere la loro tattica. Con le ultime elezioni sono mutate tantissime cose. Angela Merkel è rimasta isolata. Spagna, Portogallo, Francia, Italia, Grecia, chiedono un radicale cambio di rotta. Anche per questi Paesi vi è il sì convinto all’Europa, però con una politica votata agli investimenti per accelerare il processo di crescita nei Paesi in crisi. Altrimenti, come hanno mostrato i risultati elettorali, ad approfittarne saranno soprattutto i partiti estremi di destra antieuropei.

Angela Merkel - Foto: Emilio Esbardo

Angela Merkel finora ha reagito utilizzando lo stratagemma di piccole concessioni graduali, per evitare radicali cambiamenti nella politica economica europea. La domanda che si pone la Cancelliera è chi sarà poi disposto a prestare altri soldi a Stati già fortemente indebitati come l’Italia, se essi continuano ad indebitarsi sempre di più, senza preoccuparsi di ridurre il deficit.

Grandissima importanza è stata data anche al tema della digitalizzazione. Tutti erano concordi sulla necessità di costituire un clima culturale favorevole a questa tecnologia, che diventa sempre più importante.

Durante l'evento - Foto: Emilio Esbardo

Ecco cosa ha scritto nel suo articolo Kurt J. Lauk, presidente del Consiglio economico della CDU, apparso il 3 luglio 2014 sul quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung:

La Germania ha bisogno di entrare pienamente nell’era digitale / Deutschland braucht den Aufbruch ins digitale Zeitalter. (…)

 (…) Sei dei maggiori protagonisti di questo settore – Google, Microsoft, Amazon, Facebook, Apple e Salesforce.com – hanno sede negli Stati Uniti. Non sono caduti dal cielo, bensì sono cresciuti in un clima culturale a loro favorevole / Sechs der größten Player in dieser Branche – Google, Microsoft, Amazon, Facebook, Apple und Salesforce.com – sind allein in den Vereinigten Staaten ansässig. Die sind nicht vom Himmel gefallen, sondern aus einer innovationsfreundlichen Kultur gewachsen.

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