Intervista a Fabian Busch / Interview mit Fabian Busch

Fabian Busch - foto: Emilio Esbardo

di Emilio Esbardo

Fabian Busch, classe 1975, originario di Berlino est, è un attore molto prolifico. Ha interpretato ruoli di protagonista in film importanti come “Liegen Lernen”, che descrive molto bene la generazione di ragazzi cresciuti duranti gli anni ’80, o come  “Er ist wieder da” (“Lui è tornato”) basato sull’omonimo bestseller. 

In esso si narra il ritorno dell’ex dittatore in Germania, dopo essersi risvegliato dall’ibernazione, che diventa nuovamente un’icona mediatica e riscuote successo tra la popolazione.


In Liegen lernen (adattazione dall’omonimo bestseller di Frank Goosen) dietro la domanda: “Dov’eri il 9 novembre del 1989?”, e la risposta spontanea, anche quando non vera: “Ero lì a Berlino sul Muro presso la Porta di Brandenburgo”, c’è la storia tipica di un trentenne di allora. La voce del protagonista (che si autodefinisce “Penner” – “Balordo” – e “Feiger” – “Vigliacco”) ci narra come un ragazzetto di provincia sia arrivato ai suoi trent’anni attraverso le sue esperienze di letto (per questo il titolo “Liegen lernen” – “Imparare a distendersi”), che non vuole accettare di non essere più un adolescente incapace di accollarsi qualsiasi responsabilità. È un uomo che si lascia trasportare dagli eventi, con nessun tipo d’interesse politico. Messo però alle strette dalla sua attuale ragazza decisa a sposarsi e ad avere un figlio, alla fine cederà. La musica è sempre presente nel film e ci accompagna nei momenti più importanti.

Il giorno dopo le elezioni, il 25 settembre 2017 – che ha lasciato l’amaro in bocca all’attore a causa del radicamento del partito di estrema destra AfD, soprattutto nella Berlino est – Fabian Busch mi ha concesso gentilmente un’interessante intervista insieme alla sua collega Marleen Lohse. E’ stata una piacevolissima chiacchierata e sono stato contento di aver ricevuto delle risposte così esaustive ed autentiche.

- Traduzione libera in italiano dell’intervista dell’autore dell’articolo -

Signor Busch, perché secondo lei le persone sono così attratte dai thriller? / Herr Busch, weshalb sind die Menschen von Thrillern so fasziniert?

Per rispondere mi debbo immedesimare come spettatore. I thriller mi affascinano, perché nel migliore dei casi hanno un’incredibile curva di tensione, si rimane attaccati allo schermo fino all’ultimo e si vuole sapere come termina. Nel nostro thriller, già abbastanza presto si sa chi è il cattivo. Ma ciò che rende ancora il tutto più divertente è osservare se da spettatori si ha questa capacità di prevedere come va a finire. / Da muss ich von mir selber ausgehen. Mich faszinieren Thriller, weil sie im besten Falle eine unglaubliche Spannungskurve haben, man bis zum letzten Moment dran bleiben und wissen will, wie sich das Ganze am Ende auflöst. Bei unserem Thriller ist das nun gar kein so großes Geheimnis, man weiß relativ früh, wer der Böse ist. Aber das macht um so mehr Spaß zuzugucken, wenn man diesen Wissensvorsprung als Zuschauer hat, den Leuten dabei zuzugucken, wie sie dann scheitern oder wie sie dann noch das Ruder rumreißen.

Perché ha accettato il ruolo di Frank Mendt? Come si è preparato alla recitazione? / Warum haben Sie die Rolle von Frank Mendt angenommen? Wie haben Sie sich darauf vorbereitet?

Decisiva, in primis, è stata la sceneggiatura, che ho trovato incredibilmente emozionante. Marco Kreuzpaintner, il regista è una persona molto amabile. Ci conosciamo da una vita, lo tenevo d’occhio da parecchio, perché volevo lavorare da sempre con lui. Ne è uscita fuori una bellissima collaborazione. Un tipo davvero gentile. E naturalmente Marleen che recita il ruolo di mia moglie, che conoscevo già ed apprezzavo e poi tutto il resto della troupe – Matthias Brandt, Manfred Zapatka.  Si poteva soltanto avere voglia di farne parte. / Erstmal war das Buch entscheidend, das ich wahnsinnig spannend fand. Ich finde Marco Kreuzpaintner, den Regisseur, einen unglaublichen lieben Mann. Wir kennen uns schon seit Ewigkeiten und ich beobachte ihn schon ganze lange und wollte tatsächlich schon immer mal mit ihm arbeiten. Es war eine wahnsinnig schöne Zusammenarbeit, die daraus entstanden ist. Er ist ein ganz netter Kerl. Und natürlich Marleen als meine Frau, die ich auch kenne und mag und schätze, und die ganze andere Besetzung – Matthias Brandt, Manfred Zapatka. Da will man dabei sein.

Lei è nato nel 1975 e dunque fa parte della cosiddetta “Generazione Golf” cresciuta negli anni ’80. Inoltre ha recitato nel film “Liegen Lernen”. Come sono mutati i ragazzi della sua generazione con il tempo? Siete ancora apolitici e pensate soltanto a collezionare donne? / Sie sind im Jahre 1975 geboren und sie gehören zu der sogenannten „Generation Golf“ und sie haben in „Liegen Lernen“ gespielt. Wie hat sich Ihre Generation entwickelt seit damals? Seid ihr noch apolitisch und denkt immer noch nur daran, Frauen zu basteln?

Debbo dire che io vengo dall’ex DDR e con questa Generazione Golf, caratteristica della Repubblica Federale non riesco ad immedesimarmi. In realtà io sono molto politico e questo dipende, credo, dalla mia biografia; dal fatto che provengo da Berlino est e che ho vissuto più o meno “questa DDR”. Durante il periodo “della svolta” avevo 14 anni e ciò influenza una persona, che cresce in un tale sistema. Perciò penso che ci dovrebbe essere una Generazione Golf dell’ovest ed una dell’est. / Ich muss dazu sagen, dass ich aus dem Osten komme. Mit dieser Generation Golf konnte ich wirklich nie was anfangen. Ich bin tatsächlich sehr politisch, was glaube ich mit meiner Biographie zu tun hatte, dass ich aus Ostberlin komme und mehr oder weniger diese DDR doch miterlebt habe. Zur Wende war ich vierzehn Jahre alt und das prägt einen, wenn man in einem solchen System groß wird. Deshalb muss es eigentlich eine Generation Golf Ost und West geben.

Come giudica oggi il film “Liegen Lernen”? Qual è la differenza tra la Berlino odierna e quella della sua infanzia? / Wie beurteilen Sie heute der Film „Liegen Lernen“? Der Unterschied zwischen dem heutigen Berlin und Ihrer Kindheit?

“Liegen Lernen” è stato girato molto tempo fa. Credo che mi piace tutt’ora poiché apprezzo il regista Hendrik Handloegten, che fa parte della mia cerchia di amici. Berlino è cambiata drasticamente. Subito dopo la caduta del Muro vi erano questi spazi liberi, intere case non ristrutturate, in alcune cantine si organizzavano alcune feste agli inizi anni ’90, metà anni ’90. È stato un periodo così eccitante, che sta svanendo lentamente. Ciò mi rende triste, proprio il giorno dopo le elezioni, con il successo del partito AfD, radicato particolarmente nella parte est di Berlino. Non sono ancora giunto al punto di affermare: “Questa non è più la mia Berlino”. I risultati delle elezioni, almeno quelli di Friedrichshain-Kreuzberg, mi rendono sicuro di vivere in un quartiere dove sono orgoglioso di come sono andate le votazioni. / „Liegen Lernen“ ist schon lange her. Ich glaube ich mag ihn noch sehr gerne, weil ich den Regisseur, Hendrik Handloegten, schon damals sehr geschätzt habe und wirklich zu meinen Freunden zähle.  Berlin hat sich wahnsinnig verändert. Kurz nach der Wende diese rechtsfreie Raum, die ganzen unsanierten Häuser, in irgendwelchen Kellern waren irgendwelche Partys, Anfang der Neunziger, Mitte der Neunziger. Das war so eine aufregende Zeit und das verschwindet Stück, für Stück, für Stück. Das macht mich traurig, gerade nach so einem Tag wie heute, nach der Wahl mit der AfD – zuzusehen, wie stark diese Partei gerade im Ostteil Berlins ist. Ich bin noch nicht so weit zu sagen: „Das ist nicht mehr mein Berlin“. Die Wahlergebnisse zumindest aus Friedrichshain-Kreuzberg geben mir Zuversicht, dass ich auf jeden Fall in einem Stadtteil lebe, wo ich stolz drauf bin, wie die Wahl ausging.

Stiamo vivendo un periodo economicamente ed esistenzialmente molto difficile. Dal suo punto di vista, la cultura potrebbe aiutare a superare questa crisi? Un film potrebbe contribuire a migliorare il mondo? / Wir leben in einer sehr schwierigen wirtschaftlichen und existenziellen Phase. Kann die Kultur dem Menschen helfen, diese Krise zu überwinden? Kann ein Film die Welt verbessern?

Sì, sicuramente. Credo fermamente, che attraverso un film, si possono, in un certo qual modo, trattare ed elaborare alcuni temi; ad esempio il periodo della DDR o la crisi dei migranti. Ho appena realizzato un film con Kai Wessel. È ambientato nel futuro, i confini europei sono di nuovo chiusi a causa dei governi nazionali – e l’élite intellettuale tedesca, è di nuovo in fuga, questa volta verso il sud. Opino che tali film siano estremamente importanti, perché se raggiungono le persone, possono cambiare qualcosa in loro. Di ciò ne sono realmente convinto. Il grande schermo di più del piccolo schermo, perché all’interno di un cinema si hanno ancora di più di questi momenti di silenzio per se stessi, e, nell’oscurità, si può ragionare meglio su alcuni temi. / Ja, auf jeden Fall. Daran glaube ich fest, dass man über Filme in einer Art und Weise Themen aufarbeiten kann, ob es die ehemalige DDR-Zeit ist oder ob es die Flüchtlingskrise ist. Ich habe gerade mit Kai Wessel einen Film gemacht; er spielt in der Zukunft und geht davon aus, dass Europa seine Grenze geschlossen hat aufgrund der ganzen nationalen Regierungen – und, sozusagen, die deutsche Elite, Intellektuelle, ist wieder auf der Flucht, diesmal nach Süden. Ich glaube, solche Filme sind wahnsinnig wichtig, weil sie, wenn sie denn die Menschen erreichen, etwas in ihnen verändern können. Davon bin ich fest überzeugt; Kino noch mehr als vielleicht Fernsehen, weil man im Kino noch mehr diese stillen Momente für sich hat, in der Dunkelheit Themen auf sich wirken zu lassen und darüber nachzudenken.

Si ricorda esattamente quando e perché ha deciso di divenire un attore? / Erinnern sie sich genau daran, warum Sie sich dazu entschieden haben, Schauspieler zu werden?

I miei genitori erano gente di teatro, erano ballerini, dunque sono cresciuto in teatro. Inoltre mio cugino lavorava come attore presso il “Deutsches Theater”, quando io ero piccolo. Ad un certo punto, a 14 anni, è nato per la prima volta il desiderio di intraprendere tale carriera. Grazie ad un annuncio di giornale ho ottenuto il mio primo ruolo di attore cinematografico. Non ero, però, ancora sicuro al cento per cento, che esso sarebbe divenuto il mio lavoro. E’ stata un’enorme fortuna che lo sia divenuto. Amo la mia professione, perché mi concede molte libertà: di trascorrere tempo con la mia famiglia, di conoscere luoghi stupendi, di calarmi in differenti personaggi, di fare sempre qualcosa di nuovo. Al contrario del teatro, in cinematografia si conoscono sempre nuove persone, s’intraprendono sempre nuovi progetti. Amo moltissimo il mio lavoro. / Meine Eltern haben am Theater gelebt, sie waren Tänzer, ich bin also im Theater groß geworden. Mein Cousin war auch Schauspieler am Deutschen Theater, als ich klein war, während der Wende. Irgendwie hatte ich den Wunsch als Vierzehnjähriger: „Ah, das würde mich auch interessieren, Schauspieler zu werden“. Ich bin dann mehr oder wenig zufällig über eine Zeitungsannonce zum Film gekommen und habe meine ersten Rollen gespielt. Damals war noch nicht klar, dass es mein Beruf werden würde. Es hat mir einfach wahnsinnig Spaß gemacht. Dass es tatsächlich so kam, ist ein Riesen-Glücksfall. Ich liebe diese Arbeit, weil sie mir so viele Freiheiten gibt: Zeit mit meiner Familie zu verbringen, an tolle Orte zu kommen, in verschiedene Rollen zu schlüpfen, immer wieder etwas anderes zu machen. Im Gegensatz zum Theater, speziell beim Film, immer wieder neue Leute, neue Projekte. Ich liebe meinen Beruf total.

Qual è il suo più bel ricordo professionale? E quale dei suoi film, le sta più a cuore? / Was ist Ihre schönste Erinnerung in Ihrem beruflichen Leben? Und welcher Ihrer Filme liegt Ihnen besonders am Herzen?

Non posso rispondere con un solo film. Vi è naturalmente il primo in assoluto, intitolato “Unter der Milchstraße”, ambientato nel tratto ferroviario Genova-Ventimiglia. E’ il mio film di debutto. Ma vi sono anche molti altri film importanti. Ad esempio “Liegen Lernen” e “23 – Nichts ist so wie es scheint”. Vi sono sempre tappe della vita in cui si girano film importanti. Ritornando di nuovo alla domanda che forza politica possa avere un film: nella pellicola “Lui è tornato”, dove io ho recitato 2 anni fa, c’è stato un momento durante il quale ho percepito questa forza politica. Il film è stato girato ancor prima che il partito AfD si radicasse e ancor prima di Pegida. Abbiamo attraversato la nazione ed abbiamo notato che vi era un’atmosfera strana, diversa dal solito; aleggiava un sentimento di rabbia e d’insoddisfazione, che si manifestava in un nuovo atteggiamento populista di destra. Avevamo già percepito quello che si sarebbe manifestato apertamente dopo le elezioni di ieri. Per tale motivo amo la mia professione, perché si è a contatto con le persone e con il proprio periodo. Ecco perché David Wnendt è un vero specialista: ha percepito e intuito il cambiamento e ne ha realizzato un film, che ha realmente innescato qualcosa nella gente – io sono stato presente a molte proiezioni. Ciò intendevo io prima con il locale silenzioso e al buio del cinema, dove si è soli con i propri pensieri e ci si confronta con le proprie paure. È stata una esperienza emozionante girare le scene di questa pellicola. / Das kann ich nicht mit einem Film beantworten. Da ist natürlich mein allererster Film „Unter der Milchstraße“, der spielt auch auf der Zugstrecke zwischen Genua und Ventimiglia. Da hängt so viel dran. Das ist so mein Filmbaby. Aber es gibt noch so viele wichtige Filme, die ich dann gemacht habe. „Liegen Lernen“ gehört dazu, auch „23 – Nichts ist so wie es scheint“ gehört dazu. Es sind immer wieder so etwas wie Etappen im Leben, in denen man einfach einen wichtigen Filme macht. Um noch mal auf die Frage zurückzukommen, welche politische Kraft Film haben kann: Bei „Er ist wieder da“, den ich vor 2 Jahren gemacht habe, war zum Beispiel so ein Moment, wo ich das wirklich spürte. Das war noch, bevor die AfD aufkam, und noch vor Pegida. Wir sind durch das Land gezogen und merkten, dass irgendwas komisch ist, merkwürdig; dass eine Wut da ist, eine Unzufriedenheit, die sich in einem neuen rechtspopulistischen Gebaren äußert. So haben wir jetzt, nach der Wahl gestern, im Prinzip vorweggenommen, was in diesem Land so langsam gärt. Dafür liebe ich meinen Beruf, dass man auch am Puls der Menschen, am Puls der Zeit ist. Dafür ist gerade der Regisseur David Wnendt ein echter Spezialist: Er erfühlt und erahnt so eine Stimmung und macht dann so einen wichtigen Film daraus. Ein Film, der auch – ich war in vielen Vorführungen im Kino dabei – tatsächlich in vielen Leuten etwas auslöst. Das meinte ich vorhin mit dem Kino im stillen dunklen Raum, wo man plötzlich mit seiner eigenen Ansicht und mit seinen eigenen Ängsten konfrontiert wird. Es war ein spannendes Erlebnis bei diesem Dreh.

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