JazzFest Berlin 2011 - ultimo da direttore artistico di Nils Landgren

Tra il 2 e il 6 novembre si è tenuto a Berlino il JazzFest 2011, uno dei più importanti a livello internazionale. Questa edizione era particolare, in quanto l’ultima da direttore artistico del trombonista svedese Nils Landgren, che lascia dopo anni di ottimo lavoro. Il festival ha avuto un grandissimo successo di pubblico con oltre 8000 visitatori e il tutto esaurito a quasi tutti i concerti. Questo è stato anche l’ultimo Jazzfest di Joachim Sartorius in qualità di direttore dei “Berliner Festspiele”. Al centro del festival di quest’anno c’è stato il jazz polacco, dove si sono esibiti i maggiori esponenti: al primo posto sicuramente il trombettista Tomasz Stańko. Altri protagonisti sono stati Leszek Możdżer, Adam Pierończyk, Oleś Brothers, Adam Baldych, Ola Tomaszewska e Vladyslav Sendecki. Naturalmente non sono mancate altre star internazionali di altri Paesi come Richard Galliano o Charles Lloyd.

I luoghi dove si sono tenuti i concerti sono stati oltre alla Haus der Berliner Festspiele: A-Trane, Quasimodo, Savoy Berlin, Georg-Neumann- Saal. Punto centrale del jazz polacco, trattato dagli artisti durante il festival, è stata la musica di Krzysztof Komeda, il più importante musicista jazz polacco, morto nel 1969, divenuto celebre soprattutto per le sue colonne sonore dei film di Roman Polanski. Ha influenzato e influenza tutt’ora la scena jazz polacca: anche i giovani musicisti guardano a lui come un esempio da seguire.

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

Il documentario “Komeda – A soundtrack for a life” di Claudia Buthenhoff-Duffy, ha completato l’esauriente programma di questa edizione del festival. Il film, attraverso l’utilizzo di materiali dell’epoca e le testimonianze di Roman Polanski, Andrzej Wajda e Henning Carlsen, mostra l’interessante vita di Komeda, dalle sue esibizioni nella scena jazz di Cracovia, dove si suonava nelle cantine e nelle abitazioni private, in quanto era vietato suonarlo nei luoghi pubblici durante il periodo di Stalin, fino alle sue colonne sonore ad Hollywood per Polanski.

In questo articolo ci limiteremo a fare un sunto dell’evento e della biografia di alcuni protagonisti.
Ad aprire l’edizione 2011 del Jazzfest sono stati BuJazzO & Maria Baptist. Maria Baptist è una di quelle artiste di Berlino est divenute famose dopo la caduta del Muro e costretta, da adolescente, ad ascoltare di nascosto i dischi di Keith Jarrett e Dave Brubeck, musicisti dei Paesi capitalisti, vietati dal regime della DDR. A differenza di molti giovani che furono attratti dalla Berlino del dopo Muro, Maria si trasferisce a New York, una delle indiscusse capitali del jazz, dove prenderà lezioni dalla celeberrima Maria Schneider. A 25 anni ritorna nella sua città natale, dove si afferma come pianista jazz di successo e come insegnante di musica.

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

Nel corso della sua giovane carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed ha tenuto concerti in giro per il mondo. Ha suonato con Band rinomate come, per ultimo in questa edizione del Jazzfest, con l’orchestra tedesca per giovani “BuJazzO”, che ha tra le sue fila i più promettenti e qualificati jazzisti della Germania. Nel loro concerto hanno riprodotto i suoni delle metropoli. Hanno eseguito la musica autobiografica di Maria Baptist, che di solito comunica nelle sue composizioni il suo amore per le grandi città, come lei stessa ha dichiarato: “Le grandi città mi hanno affascinato sin dalla mia più tenera età. Siccome ho visto la luce a Berlino est, all’inizio avevo accesso solo alle metropoli dell’est: Praga, Budapest, Varsavia.

La rapidità, la sensazione che tali città effettivamente non dormano mai, mi è sempre piaciuto molto e mi hanno fatto nascere il desiderio di abitare in futuro in una di queste eccitanti metropoli. Il Muro è crollato per me al momento giusto: avevo appena compiuto 18 anni ed ero finalmente libera; libera di visitare il mondo intero. Solo dopo alcuni pochi anni dal grande evento mi sono trasferita a New York per studiare – era incredibile, questa città rappresenta per me un enorme punto di svolta nella mia vita – così tanta creatività, energia, vitalità, forza ma anche malinconia, hanno significato per me un altro atteggiamento verso la vita. C’era tutto quello che mi affascina in una città: culture differenti, forti contrasti, ritmi veloci, vecchi e nuovi edifici, passato e presente, tantissime persone, la sensazione di poter sperimentare tutto in un secondo. Amo, sedere semplicemente in un caffè accogliente con una tazzina di espresso ad osservare la gente in tutte le sue sfaccettature. Da questi istanti traggo le fonti di molte delle mie composizioni”.

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

Ha destato sensazione il concerto degli “Andromeda Mega Express Orchestra”, o più semplicemente conosciuti come “AMEO”, che si sono esibiti dopo “BuJazzO & Maria Baptist”. È una band composta da 25 musicisti il cui leader è Daniel Glatzel. I 25 musicisti sono di differenti nazionalità e utilizzano differenti stili: provengono dalla Francia, dalla Germania, dalla Svizzera, Giappone, Repubblica Ceca, Canada, Norvegia, Tailandia e Sudcorea. Daniel Glatzel è sassofonista e compositore. È cresciuto tra Seoul e Monaco di Baviera ed ha studiato a Berlino prima di fondare nel 2006 gli Andromeda, che fanno regolarmente concerti internazionali, dove vengono seguiti da un folto pubblico.

Una delle più grandi sensazioni del JazzFest di quest’anno è stata sicuramente l’esibizione del celeberrimo pianista Leszek Możdżer, che iniziò a farsi conoscere da critica e pubblico internazionale a partire dal 1994 con improvvisazioni di pezzi di Chopin. Leszek è tra quei musicisti che pendono tra il jazz e la musica classica e che hanno avuto una serie di predecessori illustri come George Gershwin, Bartók e Benny Goodman. Con la sua musica è divenuto una sorta di popstar in Polonia. I suoi album sono sempre in vetta alle classifiche e spesso vengono insigniti del disco d’oro. L’autore stesso ha ricevuto numerosi riconoscimenti come il “Fryderyk 1998”, il premio polacco più prestigioso e, può vantarsi di aver suonato con icone del jazz, suoi connazionali, come Tomasz Stańko e internazionali come lo svedese Lars Danielsson o gli americani Lester Bowie e Pat Metheny.

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

Możdżer è nato nel 1971 ed è entrato in contatto con il jazz soltanto a 18 anni. Ha iniziato con le lezioni di pianoforte a 5 anni. Il suo modello principale è da sempre Krzysztof Komeda, le cui composizioni, sono da lui reinterpretate in modo magistrale e personale. Nel 2011, dopo sei anni di lavoro, ha registrato il suo ultimo album intitolato “Komeda”, in onore del suo idolo. Anche la sua esibizione al JazzFest Berlin ha ricevuto l’ovazione di un pubblico entusiasta, rapito dalle seducenti note di un Leszek Możdżer in forma strepitosa.
In questo festival che aveva come punto focale la musica jazz della Polonia, vi era presente anche il suo massimo esponente, il trombettista Tomasz Stańko, artista abituato ad esibirsi con un cappello o con un berretto da baseball.

Stańko è nato nel 1942 a Rzeszów. Quando era ventenne ha fondato il suo primo gruppo, “Jazz Darings”, prima di essere assunto da Krzysztof Komeda, che influenzerà il suo modo di suonare per tutta la sua vita e a cui dedicherà il suo album Musik For K, un anno dopo il suo improvviso decesso.

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

Tomasz, come il suo maestro Komeda, ha portato, nei momenti di necessità, il suo jazz fuori dai locali, appoggiando Solidarność, con i suoi stupendi e caratteristici concerti nelle chiese polacche. Con il suo Album “Litania”, ha realizzato una nuova raccolta di brani stupendi avvolti da una forte nostalgia, dedicati nuovamente a Komeda, come suggerisce il sottotitolo del disco: “La musica di Krzysztof Komeda”. Le note poetiche e tristi hanno coinvolto i numerosi spettatori del JazzFest. I biglietti per il suo concerto Litania eseguito con Mark Turner, Joakim Milder, Marcin Wasilewski, Slawomir Kurkiewicz, Michal Miskiewicz, erano già stati tutti venduti molti giorni prima della loro esibizione.

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

Intraprendere il cammino artistico per Cæcilie Norby, nata nel 1964 a Frederiksberg in Danimarca è stata una cosa molto naturale, visto che i suoi genitori erano entrambi musicisti: sua madre era una cantante d’opera mentre suo padre un compositore. Sin da bambina ha iniziato a seguire differenti generi musicali, che sono confluiti in un suo proprio stile originalissimo. Da adolescente si è dedicata al Rock e al Pop.

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

Negli anni ’90 ha iniziato una splendida carriera da solista che oscillava tra il Pop e il Jazz ed è stata, tra l’altro, la prima musicista scandinava ad essere stata presa sotto contratto dall’importantissima casa discografica “Blue Note Label” e può vantare di essersi esibita con musicisti di fama internazionale, come il leggendario pianista Chick Corea. Cæcilie Norby si è esibita al JazzFest Berlin insieme al suo gruppo composto da Lars Danielsson, Nikolaj Hess e Rasmus Kihlberg. Il momento più bello del concerto della band è stato forse quando si è unito a loro il direttore artistico del festival, il trombonista svedese Nils Landgren: sono stati omaggiati da un lungo e sentito applauso del pubblico in sala.

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

Molta attesa c’era anche per il concerto del gruppo “Richard Galliano – La Strada Quintet” con il suo Tribute to Nino Rota.
Richard Galliano è nato nel 1950 da origine italiane ed è un fisarmonicista jazz famoso a livello internazionale. Inizia a suonare precocemente a 4 anni sotto la guida di suo padre Luciano, anche lui fisarmonicista. A 12 anni vince già il suo primo premio nazionale, a cui, più tardi, seguiranno gli ambiti “Prix Django Reinhardt” nel 1992 e “Victoire de la Musique” nel 1996. Col passare degli anni il suo prestigio aumenta sempre più. Partecipa a numerose tournée con altri celeberrimi musicisti come Chet Baker, tanto per fare un nome e a prestigiosi festival.

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

JazzFest Berlin 2011 - Foto: Emilio Esbardo

Richard Galliano è da sempre un grandissimo estimatore e interprete della musica del leggendario Nino Rota, senza le cui melodie la trilogia del Padrino avrebbe tutt’altro sapore. Sarebbe anzi impensabile immaginarsi il padrino senza il forte e accattivante pathos della musica di Rota, il quale ha composto le colonne sonore anche per numerosi film di stimati registi come Fellini; ad esempio La strada, I vitelloni, Amarcord.

Anche per questo concerto c’era il tutto esaurito e ad accompagnare Galliano c’erano musicisti di tutto rispetto: il sassofonista e clarinettista inglese John Surman, il trombettista americano Dave Douglas, il contrabbassista russo Boris Kozlov e il batterista Clarence Penn.

JazzFest Berlin 2011 / Quasimodo - Foto: Emilio Esbardo

JazzFest Berlin 2011 / Quasimodo - Foto: Emilio Esbardo

JazzFest Berlin 2011 / Quasimodo - Foto: Emilio Esbardo

Gregory Porter, che si è esibito il giorno successivo, ha incantato, con la sua calda voce e trascinato il pubblico con il suo carisma tipico di Broadway, dove ha lavorato in passato in un musical. Porter è nato a Sacramento in California e nella sua musica si riflette la tipica vita del sud degli Stati Uniti impregnata di religione, musica gospel e blues. I suoi pezzi contengono anche tematiche politiche, soprattutto “1960 What?”. Personalmente la canzone che mi ha colpito di più di Porter è stata la romantica “Be Good”, eseguita magistralmente con gli altri musicisti presenti sul palco: Chip Crawford al piano, Aaron James al basso e Emmanuel Harold alla batteria.

Non hanno certo deluso le aspettative la NDR Bigband & Joe Sample, pianista, compositore e scrittore di testi, che ha piazzato ai primi posti delle vendite, successi come “Street Life”.

Joe Sample è nato nel 1939 a Houston in Texas e già a 6 anni suonava il pianoforte durante i ricevimenti di tè che la madre organizzava dopo la funzione religiosa in chiesa. Sin dalla tenera età ha sperimentato differenti stili musicali quali la musica classica, il soul, il gospel, il blues, il bebop, etc. Ha suonato in molti concerti con personalità musicali come B. B. King, Joe Cocker, Marvin Gaye, Anita Baker, Tina Turner, Eric Clapton.

Mentre frequentava l’università “Texas Southern”, Joe conosce Wayne Henderson, Wilton Felder e Stix Hooper con i quali fonda la band “Jazz Crusaders”. Dopo un lunghissimo sodalizio e successi internazionali, Sample decide di intraprendere la carriera da solista.

Con la NDR Big Band ha presentato al JazzFest Berlin 2011 il progetto “Children Of The Sun”, nel quale descrive la triste condizione dei bambini schiavi, ispirandosi da una sua visita all’isola caraibica St. Croix, che è sotto il protettorato degli Stati Uniti e la cui economia si basava soprattutto sulle piantagioni di zucchero e distillerie di Rum. A promuovere il progetto è stato il direttore artistico del JazzFest Nils Landgren, convinto com’era che Joe Sample, attraverso la sua musica, sarebbe riuscito magistralmente a raccontare e a descrivere i tempi tristi della schiavitù.

Joe stesso proviene da una famiglia di schiavi e il suo viaggio sull’isola ha significato per lui comprendere quale fosse la condizione di schiavi, come ha dichiarato: “Per secoli i colonialisti europei hanno fatto aspre battaglie per le isole ambite. Gli schiavi venivano trattati come bestiame da lavoro. I francesi li hanno chiamati ‘Creoli’, i portoghesi e gli spagnoli ‘Crillo’. Le isole, immerse in un blu infinito, erano le prigioni degli schiavi. Non c’era nessuna possibilità di fuga. Io credo che le persone desiderassero delle ali, grazie alle quali poter volare con i loro figli verso la Libertà”.

Dopo NDR Bigband & Joe Sample è stata la volta di Lizz Wright. Lizz è ritornata alla sua vecchia passione per la musica, dopo aver interrotto per due anni la sua eccellente carriera, per ritirarsi e coltivare le sue passioni di giardiniera e di cuoca. Durante il concerto, accompagnata da Robin Macatangay, Marvin Sewell, Nick D’Amato, Jano Rix, ha dimostrato che le sue abilità vocali non sono affatto diminuite durante questo periodo di distacco dalla musica. Lizz Wright è figlia di un pastore ed è cresciuta cantando in chiesa e la sua carriera artistica è stata influenzata dalla costante presenza del Gospel e da temi onnipresenti quali Dio e fede.

L’ultimo giorno del festival ha incantato il pubblico il concerto di Charles Llyod e Maria Farantouri con Jason Moran al pianoforte, Reuben Rogers al contrabasso, Eric Harland alla batteria e Socratis Sinopoulus alla lira.

Charles Llyod è una leggenda vivente del jazz, nato nel 1938 a Memphis, Tennessee, negli Stati Uniti. Seguendo la grande tradizione jazzistica di Memphis, già all’età di 9 anni, inizia a suonare il sassofono. A 12 anni lavora per grandi nomi come B. B. King. Nel 1956 decide di trasferirsi a Los Angeles per intraprendere gli studi universitari. Tra il 1965 e il 1969 fonda un quartetto composto da nomi illustri come il pianista Keith Jarrett, il batterista Jack DeJohnette e il contrabassista Cecil McBee (sostituito in seguito da Ron McClure), la cui musica era l’unione di differenti linguaggi: dal “Free Jazz” al “Soul Jazz” al “Post-bop”. Ebbero molto successo di pubblico e critica soprattutto con l’album “Forest Flower” pubblicato dalla “Atlantic Records”.

Negli anni ’70 Lloyd abbandona lentamente la scena jazz e lavora con gruppi pop-rock sulla cresta dell’onda come i “Doors” e i “Beach Boys”. Dopo un breve periodo di ritorno al jazz agli inizi degli anni ’80 scompare nuovamente, fin quando non subisce nel 1986, un grave incidente che lo porta quasi alla morte. Dopo la guarigione inizia ad organizzare costantemente concerti in giro per il mondo e a registrare dischi per la “ECM Records”.

Maria Farantouri è acclamata dalla critica come una delle voci più belle del suo genere. È nata ad Atene nel 1947 ed è stata scoperta a soli 16 anni dall’illustre compositore greco Mikis Theodorakis, con il quale inizia un lunghissimo sodalizio artistico. Molte delle loro canzoni sono legate ai grandi poeti greci e internazionali come Pablo Neruda.

Nel 1967, dopo un golpe di stato è costretta a fuggire all’estero, dove diviene un simbolo della lotta contro l’oppressione del regime. Organizzerà molteplici concerti a favore di Theodorakis, fatto incarcerare. Dopo essere ritornata in patria, ha cominciato a collaborare con vari artisti, tra i quali l’italiano Lucio Dalla. Lloyd è rimasto folgorato dalla voce di Maria dopo averla ascoltata ad una sua esibizione in California nel 1992. L’anno successivo, mentre è in concerto in Grecia, riceve una risposta positiva di Maria alla sua richiesta di collaborazione musicale.

Durante il loro spettacolo pomeridiano al JazzFest 2011, gli spettatori hanno potuto assistere all’incontro di due culture differenti attraverso la riuscita fusione del jazz americano con la musica classica greca.

“Il nostro sogno è sempre stato”, ha dichiarato Lloyd più volte, “formare un ponte musicale tra i nostri due diversi mondi”.

JazzFest Berlin 2011 / A Trane - Foto: Emilio Esbardo

JazzFest Berlin 2011 / A Trane - Foto: Emilio Esbardo

Per quello che ho ascoltato al festival di Berlino, posso affermare che hanno raggiunto il loro scopo. Velocemente vorrei descrivere altri tre concerti tenutisi in due dei più importanti locali di jazz di Berlino, ossia “A-Trane” e “Quasimodo”, dove il 3 novembre si è esibito un altro rilevante rappresentante del jazz polacco: Adam Baldych. Con lui c’erano Maciej Kociński, Krzysztof Dys, Andrzej Świes e Dana Hawkins.

Adam Baldych è un compositore, un violinista e un produttore musicale nato nel 1986 a Gorzów Wielkopolski. Attualmente vive a New York. Considerato un bambino prodigio, oggi è uno dei più seguiti violinisti jazz dalla critica e dal pubblico europeo. Durante il concerto ho trovato interessante anche Dana Hawkins, di Baltimore, che ha cominciato a suonare la batteria alla tenera età di 2 anni. La band “Lisbeth Quartett”, esibitasi il 3 e il 4 novembre all’ “A-Trane”, composta da Charlotte Greve, Manuel Schmiedel, Marc Muellbauer, Moritz Baumgärtner e Jonas Burgwinkel, è stata un esempio di jazz moderno. Sono una bella sorpresa nel panorama musicale tedesco. Il leader del gruppo è Charlotte Greve, che suona dall’età di 8 anni.

Il concerto dei “Big Sam’s Funky Nation” è stato l’ultimo del JazzFest Berlin 2011. La band ha trascinato in un funk urbano un pubblico composto di spettatori di diverse generazioni, dai sedicenni fino ai settantenni. Il leader Big Sam Williams unisce le sue spiccate capacità musicali a quelle dello spettacolo e della performance. Big Sam sta avendo un formidabile successo internazionale e spesso sale sul palco con grandi nomi come gli U2 e i Green Day.

Il prossimo appuntamento per il JazzFest di Berlino è per il prossimo anno.

Testo e foto: Emilio Esbardo


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