Klingbeil difende la nuova linea economica tedesca: "Serve un’Europa più forte e più autonoma"

Il ministro federale delle Finanze tedesco Lars Klingbeil – Foto: Emilio Esbardo

di Emilio Esbardo

Debito, crescita economica, sicurezza europea e autonomia strategica dell’Unione: sono stati questi i temi centrali dell’incontro con il vicecancelliere e ministro federale delle Finanze tedesco Lars Klingbeil, ospite del VAP – Verein der Ausländischen Presse in Deutschland (Associazione della stampa estera in Germania) presso il Presse- und Informationsamt der Bundesregierung (Ufficio stampa e informazione del governo federale tedesco) a Berlino.

Nel corso della sessione di domande e risposte con la stampa internazionale, Klingbeil ha affrontato soprattutto le nuove sfide economiche e geopolitiche che la Germania e l’Europa stanno vivendo in una fase segnata dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni internazionali e dal rallentamento economico europeo.

Uno dei primi temi affrontati ha riguardato la scelta della Germania di aumentare il ricorso al debito pubblico per sostenere investimenti e crescita. Una giornalista italiana ha chiesto come Berlino guardi alle richieste italiane di maggiore flessibilità nel Patto di stabilità europeo, soprattutto alla luce della crisi energetica e delle difficoltà di bilancio di molti Paesi membri.

Klingbeil ha evitato di dare una risposta definitiva, sottolineando però che il dialogo con l’Italia è aperto e continuo sia nell’Eurogruppo sia nell’Ecofin. Il ministro ha insistito sulla necessità di trovare soluzioni comuni europee in un contesto internazionale profondamente cambiato.

Il ministro federale delle Finanze tedesco Lars Klingbeil – Foto: Emilio Esbardo

Grande attenzione è stata dedicata anche al tema dell’Unione dei mercati dei capitali europei. Klingbeil si è mostrato più aperto rispetto ai precedenti ministri delle Finanze tedeschi rispetto a una maggiore integrazione finanziaria europea. Secondo il vicecancelliere, l’obiettivo prioritario è rafforzare la capacità dell’Europa di finanziare autonomamente innovazione, industria e trasformazione digitale.

“Viviamo una fase di forti sconvolgimenti geopolitici e geo-economici”, ha affermato, spiegando che oggi più che mai è necessario costruire “un’Europa forte”. Il ministro ha collegato direttamente il tema dei mercati dei capitali alla competitività tecnologica europea, sottolineando la necessità di sostenere investimenti privati su larga scala.

Klingbeil ha inoltre lanciato un messaggio politico molto chiaro sul futuro digitale del continente: “Non voglio che il futuro della digitalizzazione venga deciso soltanto da Elon Musk e Peter Thiel”, ha dichiarato, chiedendo la nascita di grandi attori tecnologici europei in grado di competere a livello globale.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche temi di sicurezza internazionale, dal conflitto in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente e alla guerra con l’Iran, considerati ormai strettamente collegati alla stabilità economica europea.

L’impressione generale emersa dal confronto con la stampa è quella di una Germania intenzionata ad abbandonare progressivamente il tradizionale rigore fiscale assoluto per puntare su investimenti strategici, difesa europea e maggiore integrazione economica dell’Unione.

Una linea che potrebbe segnare un cambio di paradigma non solo per Berlino, ma per l’intera Europa.

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