di Emilio Esbardo
L’industria aerospaziale tedesca si presenta all’appuntamento con l’ILA Berlin 2026, che apre oggi 10 giugno i battenti presso il Berlin ExpoCenter Airport, con numeri in forte crescita e prospettive di ulteriore sviluppo, trainate soprattutto dall’aumento degli investimenti nella difesa e dalle nuove esigenze strategiche europee.
L’ILA (Internationale Luft- und Raumfahrtausstellung) è la principale fiera aerospaziale della Germania e una delle più importanti manifestazioni del settore in Europa. Organizzata ogni due anni dal BDLI (Bundesverband der Deutschen Luft- und Raumfahrtindustrie, la Federazione tedesca dell’industria aerospaziale) e da Messe Berlin, riunisce aziende, istituzioni, forze armate, centri di ricerca e decisori politici provenienti da tutto il mondo. L’edizione 2026, in programma dal 10 al 14 giugno, ospita centinaia di espositori internazionali e rappresenta una delle principali piattaforme europee dedicate all’aviazione civile, allo spazio, alla difesa e alle tecnologie del futuro.
È in questo contesto che si inseriscono le dichiarazioni di Marie-Christine von Hahn, direttrice generale del BDLI, che ha illustrato alla stampa internazionale lo stato di salute di un comparto considerato sempre più centrale per l’economia e la sicurezza del Paese.
Secondo i dati presentati, il fatturato complessivo dell’industria aerospaziale tedesca ha raggiunto i 62 miliardi di euro, con una crescita del 19% rispetto all’anno precedente. Il settore impiega oggi circa 130.000 persone, ovvero 10.000 in più rispetto allo scorso anno.
La parte più consistente del fatturato continua a provenire dall’aviazione civile, che genera circa 45 miliardi di euro e registra una crescita del 15%. Tuttavia è il comparto militare a mostrare l’espansione più marcata: il fatturato dell’aviazione militare ha raggiunto i 13,5 miliardi di euro, con un incremento del 35% in un solo anno. Anche il settore spaziale continua a crescere, attestandosi a 3,5 miliardi di euro e segnando un aumento del 17%.
«Tutti i nostri segmenti stanno crescendo in modo significativo», ha sottolineato von Hahn, evidenziando però come il settore della difesa sia oggi il principale motore dell’espansione dell’intera industria.
Una crescita strettamente collegata agli investimenti pubblici. Nel comparto militare, infatti, lo Stato rappresenta il principale committente e il livello di sviluppo dell’industria dipende in larga misura dalle decisioni governative in materia di acquisti e programmi di armamento.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche dell’evoluzione del mercato dei droni, uno dei segmenti più dinamici dell’industria aerospaziale contemporanea. Negli ultimi anni la Germania ha assistito alla nascita di numerose startup specializzate nello sviluppo di sistemi senza pilota, sia per applicazioni civili sia per utilizzi militari.
Von Hahn ha spiegato che tutti i sistemi destinati alla Bundeswehr devono rispettare rigorosi requisiti tecnici e di sicurezza. Tuttavia, alla luce dei profondi cambiamenti geopolitici e delle lezioni apprese dai conflitti in corso, in particolare dalla guerra in Ucraina, cresce il dibattito sull’opportunità di rivedere i tradizionali modelli di approvvigionamento militare.
Secondo la dirigente del BDLI, il Ministero della Difesa tedesco sta lavorando intensamente per rendere più efficienti e moderni i processi di acquisizione, adattandoli alle nuove esigenze operative e alla rapidità dell’innovazione tecnologica.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle startup, sempre più presenti nell’ecosistema aerospaziale tedesco. La federazione registra infatti un forte aumento delle adesioni da parte di giovani imprese innovative attive soprattutto nei settori dei droni, dei sistemi autonomi e delle tecnologie dual use.
Nonostante ciò, von Hahn ha ribadito che il futuro del settore dipenderà dalla collaborazione tra grandi gruppi industriali e aziende emergenti. Da un lato, le startup contribuiscono con innovazione, flessibilità e nuove tecnologie; dall’altro, le grandi imprese dispongono delle risorse finanziarie, delle capacità produttive e dell’esperienza necessarie per trasformare le innovazioni in programmi industriali di lungo periodo.
«Il successo nasce dalla cooperazione tra grandi e piccoli operatori», ha osservato, sottolineando come le principali aziende del settore siano sempre più aperte a collaborazioni con realtà innovative.
All’apertura dell’ILA Berlin 2026, il quadro che emerge è quello di un’industria aerospaziale tedesca in piena trasformazione: sostenuta dalla ripresa dell’aviazione civile, rafforzata dall’aumento delle spese per la difesa e sempre più orientata verso tecnologie avanzate come i droni e i sistemi autonomi. Un settore che, nel nuovo contesto geopolitico internazionale, appare destinato a svolgere un ruolo strategico crescente non solo per la Germania, ma per l’intera Europa.



