“Nessuno abbandonerebbe la propria Patria se le cose lì andassero bene” - Il Presidente della Germania e la ragazza dell’Afghanistan

Il Presidente della Germania Joachim Gauck e Sadaf Walizada, la ragazza dell’Afghanistan - Foto: Emilio Esbardo

- RIPROPONIAMO QUESTO ARTICOLO DI APRILE 2013 MA DI SCOTTANTE ATTUALITÀ -

di Emilio Esbardo

Durante le celebrazioni dei 60 anni del campo profughi di Marienfelde, ha risvegliato la curiosità dei giornalisti e dei fotografi, la presenza di una ragazza, che si è avvicinata ed ha rivolto la parola a Joachim Gauck, il Presidente della Germania. Sembrava che la ragazza stesse confidando qualcosa di privato ed importante.


Il 28 aprile, sfogliando il quotidiano Berliner Morgenpost, mi sono imbattuto nell’articolo Präsident Gauck und das Mädchen aus Afghanistan (Il Presidente e la ragazza dell’Afghanistan), al quale era correlata una foto della stessa ragazza, simile ad una che avevo scattato io.

Dall’articolo ho appreso che la ragazza si chiama Sadaf Walizada. È giunta con la sua famiglia dall’Afghanistan ed è alloggiata al campo profughi di Marienfelde.

La ragazza, si legge nell’articolo del quotidiano berlinese Berliner Morgenpost, ha 12 anni ed ha confidato a Joachim Gauck che la loro richiesta d’asilo è stata rifiutata e che lei ha paura di ritornare nella sua patria. Il Presidente, dopo averle spiegato che, sebbene lui non avesse nessuna influenza sugli organi competenti del caso, avrebbe comunque potuto inviargli una lettera indirizzata al suo ufficio. La lettera, scritta direttamente in tedesco dalla dodicenne, è stata pubblicata all’interno dell’articolo.

Sadaf Walizada vive con la sua famiglia e con altri 600 fuggitivi nell’ex campo profughi dei cittadini della DDR di Marienfelde, dove è giunta il 18 ottobre 2011.

Secondo quanto riportato dal quotidiano berlinese, la ragazza di origini sciite ha paura dei talebani e di altri pericoli ai quali incomberebbe la sua famiglia nel caso di un ritorno in Afghanistan. La loro richiesta d’asilo è stata rifiutata perché non ci sono indizi sufficienti che facciano pensare che la famiglia sia perseguitata politicamente.

Il Presidente della Germania Joachim Gauck e Sadaf Walizada, la ragazza dell’Afghanistan - Foto: Emilio Esbardo

La regione, da dove provengono, però, è una delle più pericolose al mondo, soprattutto per le donne. Il padre della ragazza, Sadeq Walizada è nato il 1969 in un villaggio in una casa di argilla e pietra, dove hanno sostato, dapprima, le forze armate dei Russi, poi dei Talebani, in seguito degli americani ed infine degli europei.

Il quotidiano racconta nei dettagli l’incontro avuto con Sadeq, descrive il suo aspetto e racconta di come la ragazza si sia già integrata, abbia già appreso la lingua, abbia superato tranquillamento gli esami nella scuola tedesca. “In tedesco ha un 4. Un vero 4, non un 4 per emigranti” (“In Deutsch hat sie eine Vier. Eine echte Vier, keine Migranten-Vier”) accentua l’autore dell’articolo Philip Volkmann-Schluck. Il voto 4 corrisponde ad un “buono” italiano. Sadeq sogna di divenire parrucchiera.

Per rimanere in Germania, la perfetta integrazione di Sadeq e di suo fratello giocano un ruolo determinante. Fin quando sarà in corso la revisione del caso, la famiglia Sadeq non potrà essere cacciata dalla Germania. Il loro avvocato si dice fiducioso.

“Il Presidente Gauck ha detto che nessuno abbandonerebbe la propria Patria”, così si legge al termine dell’articolo, “se le cose lì andassero bene. Non si può affermare con sicurezza se la storia dei genitori di Sadaf è vera oppure no in ogni suo dettaglio, ma una cosa è certa: lei ha dodici anni e adesso vive in Germania”.

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